Fissare un obiettivo climatico non basta: serve che sia allineato alla scienza. È esattamente ciò che valida la Science Based Targets initiative (SBTi), diventata lo standard di riferimento mondiale per gli obiettivi di riduzione delle emissioni delle imprese.
A gennaio 2026 oltre 10.000 imprese avevano obiettivi validati dalla SBTi. Per molte aziende italiane, ottenere questa validazione è ormai un segnale di credibilità verso clienti, investitori e filiere internazionali.
Questa guida spiega cos'è la SBTi, chi c'è dietro, come funziona la validazione, gli obiettivi a breve termine e il net-zero, e cosa cambia con la nuova versione 2.0 dello standard.
In breve
- La SBTi (Science Based Targets initiative) valida gli obiettivi di riduzione delle emissioni delle imprese, verificandone l'allineamento con la scienza del clima (limite di 1,5 °C).
- Nasce dalla collaborazione tra CDP, UN Global Compact, WRI e WWF.
- Distingue gli obiettivi a breve termine (5-10 anni) e gli obiettivi net-zero di lungo periodo (Corporate Net-Zero Standard).
- La nuova versione 2.0 dello standard net-zero è in revisione: la seconda consultazione si è chiusa il 12 dicembre 2025; dal 1° gennaio 2028 sarà obbligatoria, mentre la V1.3 resta valida fino al 31 dicembre 2027.
- A gennaio 2026 oltre 10.000 imprese avevano obiettivi validati.
Cos'è la SBTi
La Science Based Targets initiative è un'organizzazione che definisce e valida gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra delle imprese. Un obiettivo è "basato sulla scienza" quando è coerente con ciò che la climatologia indica come necessario per limitare il riscaldamento globale, in linea con l'Accordo di Parigi.
La SBTi non si limita a registrare un impegno: verifica che gli obiettivi dichiarati siano abbastanza ambiziosi e metodologicamente solidi. È questa validazione indipendente che dà credibilità a un obiettivo climatico, distinguendolo da una semplice promessa di marketing.
Chi c'è dietro la SBTi
La SBTi nasce dalla collaborazione di quattro organizzazioni di riferimento: CDP, lo UN Global Compact delle Nazioni Unite, il World Resources Institute (WRI) e il WWF. Questa origine, insieme scientifica e istituzionale, spiega la sua autorevolezza.
Nel tempo la SBTi è diventata lo standard di fatto a livello mondiale: quando un'impresa, un cliente o un investitore parla di "obiettivi validati dalla scienza", fa riferimento a questo schema.
Obiettivi a breve termine e obiettivi net-zero
La SBTi distingue due orizzonti, complementari.
L'obiettivo a breve termine fissa la traiettoria immediata; l'obiettivo net-zero, definito dal Corporate Net-Zero Standard, impegna l'impresa a ridurre drasticamente le emissioni (in genere circa il 90%) e a neutralizzare solo la parte residua non eliminabile. La logica è chiara: ridurre prima, compensare solo il residuo.
Il processo di validazione
Ottenere la validazione SBTi segue un percorso definito in più fasi.
La fase più impegnativa è lo sviluppo degli obiettivi, perché richiede una base di emissioni affidabile sui tre scope. La revisione da parte della SBTi richiede in genere alcune settimane e prevede un esito di approvazione o di richiesta di revisione.

SBTi e gli scope 1, 2 e 3
Gli obiettivi SBTi coprono le emissioni dei tre scope. Gli obiettivi sugli scope 1 e 2 (emissioni dirette ed energia acquistata) sono sempre richiesti. Per lo scope 3 (catena del valore), la SBTi richiede un obiettivo quando queste emissioni sono significative, cosa che accade quasi sempre, dato che lo scope 3 supera spesso il 70% del totale.
Per questo la base di partenza di qualsiasi percorso SBTi è un'impronta di carbonio completa e affidabile: senza una misura solida delle emissioni, non è possibile fissare né validare obiettivi credibili.
Per la base di calcolo, vedi la nostra guida all'impronta di carbonio aziendale.
La versione 2.0 del Corporate Net-Zero Standard
È la novità principale. La SBTi sta rivedendo il suo Corporate Net-Zero Standard verso una versione 2.0: la seconda consultazione pubblica si è chiusa il 12 dicembre 2025. La nuova versione introduce, tra l'altro, obiettivi a breve termine su orizzonti di cinque anni e un'enfasi più forte sui piani di transizione.
Il calendario è definito: dal 1° gennaio 2028 tutte le imprese dovranno usare la versione 2.0; fino al 31 dicembre 2027 restano validi l'attuale standard net-zero (V1.3) e i criteri a breve termine. Gli obiettivi a breve termine già validati restano in genere validi fino alla loro scadenza. Conviene quindi seguire l'evoluzione dello standard prima di avviare un nuovo percorso.

Costi, tempi e impegno
La validazione SBTi ha un costo (tariffe di validazione, variabili secondo la dimensione dell'impresa) e richiede tempo, soprattutto per costruire la base di emissioni e definire gli obiettivi. Al di là dell'aspetto amministrativo, l'impegno vero è operativo: ridurre realmente le emissioni lungo la traiettoria validata, con un piano di transizione e un reporting annuale dei progressi.
È un percorso pluriennale, non un'etichetta una tantum: la credibilità della SBTi deriva proprio da questo monitoraggio nel tempo.
SBTi, neutralità e net zero
Conviene distinguere alcuni concetti spesso confusi. Un obiettivo SBTi è un obiettivo di riduzione validato come allineato alla scienza. Il net zero secondo la SBTi implica una riduzione drastica (circa il 90%) e la neutralizzazione del solo residuo. La neutralità carbonica dichiarata tramite compensazione, senza una riduzione profonda, non equivale a un obiettivo net-zero validato.
La differenza è sostanziale: la SBTi mette la riduzione prima della compensazione, ed è ciò che la rende credibile rispetto alle dichiarazioni di neutralità basate solo sull'acquisto di crediti.
Come prepararsi
Avviare un percorso SBTi parte da una base solida. I passi pratici sono: calcolare un'impronta di carbonio completa sui tre scope; definire obiettivi a breve termine e net-zero secondo i criteri SBTi; presentarli per la validazione; pubblicarli; e mettere in atto un piano di transizione con reporting annuale.
Il punto più impegnativo è quasi sempre la qualità dei dati di emissione, in particolare sullo scope 3. Una piattaforma come Orki automatizza il calcolo dell'impronta e struttura i dati necessari per fissare e monitorare obiettivi SBTi credibili.
Fonti
- Science Based Targets initiative — Corporate Net-Zero Standard. https://sciencebasedtargets.org/net-zero — Consultato il 9 giugno 2026.
- SBTi — Developing the Corporate Net-Zero Standard Version 2. https://sciencebasedtargets.org/developing-the-net-zero-standard — Consultato il 9 giugno 2026.
- SBTi — Standards and guidance. https://sciencebasedtargets.org/standards-and-guidance — Consultato il 9 giugno 2026.






