Passaporto digitale di prodotto (DPP): cos'è e cosa cambia con l'ESPR

Presto ogni prodotto venduto nell'UE avrà una carta d'identità digitale. Si chiama passaporto digitale di prodotto (DPP) e raccoglierà, in modo accessibile, le informazioni su materiali, durabilità, riparabilità e impatto ambientale.

Non è un'idea lontana: il DPP è già previsto dal regolamento ESPR e arriverà per gruppi di prodotti, a partire dai più impattanti. Per le imprese significa preparare per tempo i dati che lo alimenteranno.

Questa guida spiega cos'è il DPP, il quadro normativo dell'ESPR, quali prodotti riguarderà e con quale calendario, e come prepararsi.

In breve

  • Il DPP (Digital Product Passport, passaporto digitale di prodotto) è una raccolta strutturata di dati su un prodotto, accessibile tramite un identificativo digitale.
  • È previsto dal regolamento ESPR (UE 2024/1781) sull'ecodesign dei prodotti sostenibili.
  • Arriverà per gruppi di prodotti, tramite atti delegati: l'acciaio tra i primi, poi tessili, alluminio e pneumatici.
  • L'atto delegato sui tessili è atteso nel 2027, con applicazione indicativa intorno al 2028.
  • L'UE sta predisponendo un registro DPP e l'infrastruttura tecnica, in arrivo nel 2026.

Cos'è il passaporto digitale di prodotto (DPP)?

Il DPP è una raccolta di dati su un prodotto, resa accessibile in formato digitale tramite un identificativo univoco e un supporto dati (ad esempio un QR code). Permette a consumatori, riparatori, riciclatori e autorità di accedere alle informazioni rilevanti del prodotto.

L'obiettivo è la trasparenza lungo l'intero ciclo di vita: composizione, origine dei materiali, durabilità, riparabilità, contenuto di riciclato e impatto ambientale. È uno strumento chiave dell'economia circolare europea.

Il quadro: il regolamento ESPR

Il DPP non è una misura isolata: nasce dall'ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), il Regolamento (UE) 2024/1781 che amplia l'ecodesign a quasi tutti i prodotti immessi sul mercato europeo.

L'ESPR fissa requisiti di progettazione (durabilità, riparabilità, riciclabilità, contenuto di riciclato) e introduce il DPP come strumento per renderli verificabili. Prevede inoltre il divieto di distruzione dell'invenduto, che si applica al tessile e alle calzature per le grandi imprese a partire dal 19 luglio 2026.

Calendario dell'ESPR e dei gruppi di prodotti prioritari

Quali prodotti e quando

L'ESPR non si applica a tutto subito. Il piano di lavoro individua gruppi di prodotti prioritari, regolati uno alla volta tramite atti delegati.

Gruppo prioritario Tempistica indicativa
Ferro e acciaio Tra i primi gruppi (dal 2026)
Tessili e abbigliamento Atto delegato atteso nel 2027
Alluminio 2027
Pneumatici 2027
Mobili e materassi Gruppi prioritari successivi

Un atto delegato, una volta adottato, non si applica prima di circa 18 mesi: per i tessili l'applicazione concreta è realisticamente attesa intorno al 2028.

Come funziona e cosa conterrà il DPP

Ogni prodotto avrà un identificativo univoco collegato a un supporto dati (come un QR code). Scansionandolo si accede ai dati del passaporto, ospitati secondo regole tecniche comuni.

Il contenuto varia per gruppo di prodotti, ma in genere include: composizione e materiali, origine, durabilità e riparabilità, contenuto di riciclato, impronta ambientale e istruzioni per il fine vita.

Il registro UE e l'infrastruttura

Perché il sistema funzioni serve un'infrastruttura comune. La Commissione europea ha aperto il registro DPP europeo il 20 luglio 2026; seguono il portale web e le regole su identificativi e supporti dati. Questa infrastruttura arriva prima dei DPP per i singoli prodotti.

Cosa contiene il passaporto digitale di prodotto

Come prepararsi al DPP

Il DPP non è solo un adempimento IT: è prima di tutto un problema di dati di prodotto. Le imprese che oggi non tracciano materiali, origine e impatto ambientale dei propri prodotti partiranno svantaggiate.

I primi passi sono mappare i prodotti rientranti nei gruppi prioritari, strutturare i dati di prodotto e, soprattutto, calcolarne l'impatto ambientale con una LCA. Una piattaforma come Orki struttura questi dati, gli stessi che alimentano EPD e DPP.

Per capire da dove partire, fai la diagnosi di ecodesign ESPR/PPWR (gratuita) e individua i dati prodotto da raccogliere.

Per il metodo di calcolo dell'impatto di prodotto, vedi la guida all'analisi del ciclo di vita (LCA).

Quali dati conterrà, per categoria di prodotto

Il contenuto esatto del passaporto dipende dal gruppo di prodotti, definito da atti delegati specifici. In generale raccoglierà informazioni su origine e composizione dei materiali, presenza di sostanze preoccupanti, durabilità e riparabilità, istruzioni di smontaggio, contenuto riciclato, riciclabilità e impronta ambientale del prodotto.

Per il tessile, ad esempio, saranno rilevanti composizione delle fibre, presenza di sostanze chimiche e riciclabilità; per le batterie, capacità, chimica, contenuto riciclato e impronta di carbonio. Capire quali dati richiederà la propria categoria è il primo passo per prepararsi.

L'architettura tecnica: data carrier e identificativo

L'accesso al passaporto avverrà tramite un supporto dati fisico sul prodotto, sull'imballaggio o sulla documentazione, tipicamente un codice QR collegato a un identificativo unico del prodotto. Scansionandolo, ciascun utente accederà alle informazioni di sua competenza.

Il sistema è pensato per essere interoperabile e decentralizzato: i dati non staranno necessariamente in un unico archivio centrale, ma saranno accessibili tramite standard comuni. Questo richiede che le imprese strutturino i dati di prodotto in modo normalizzato fin dall'origine.

I ruoli lungo la filiera

La responsabilità principale ricadrà su chi immette il prodotto sul mercato (fabbricante o importatore), che dovrà garantire esistenza, esattezza e accessibilità del passaporto. Ma alimentare il DPP richiede la collaborazione di tutta la filiera: i fornitori dovranno fornire dati su materiali e sostanze, e i dati dovranno restare aggiornati nel tempo.

Casi pratici: tessile e batterie

Le batterie fanno da apripista grazie al regolamento sulle batterie, che prevede già un passaporto con dati su capacità, chimica e impronta. Il tessile è un gruppo prioritario del regolamento ESPR, in un settore con catene di fornitura lunghe e complesse, dove tracciare materiali e sostanze è particolarmente impegnativo. Questi due casi mostrano la direzione: dal dato disperso al dato strutturato e accessibile.

Per i dati che alimentano il passaporto, vedi le guide all'LCA e al PPWR sugli imballaggi.

Fonti

Domande frequenti

Perché scegliere Orki ?

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È una raccolta strutturata di dati su un prodotto, accessibile in formato digitale tramite un identificativo univoco e un supporto dati come un QR code. Raccoglie informazioni su materiali, durabilità, impatto ambientale e fine vita.
Dal regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), il Regolamento (UE) 2024/1781.
Arriva per gruppi di prodotti tramite atti delegati. Per i tessili l'atto delegato è atteso nel 2027, con applicazione realisticamente intorno al 2028.
Tra i primi gruppi ci sono ferro e acciaio, poi tessili, alluminio e pneumatici; seguiranno altri gruppi come mobili e materassi.
In genere composizione e materiali, origine, durabilità e riparabilità, contenuto di riciclato, impronta ambientale e istruzioni per il fine vita; il dettaglio varia per gruppo di prodotti.
Tramite un supporto dati associato al prodotto, ad esempio un QR code, collegato a un identificativo univoco e a un registro UE.
È il regolamento europeo sull'ecodesign dei prodotti sostenibili, che amplia i requisiti di progettazione a quasi tutti i prodotti e introduce il DPP.
La Commissione europea sta completando l'infrastruttura tecnica: il registro DPP europeo è online dal 20 luglio 2026.
Sì, in funzione dei prodotti. Gli obblighi seguono il gruppo di prodotti, non la dimensione dell'impresa, anche se sono previste misure di proporzionalità.
L'EPD è una dichiarazione ambientale verificata basata su LCA; il DPP è un contenitore digitale di dati di prodotto più ampio, che può includere anche dati ambientali.
Mappando i prodotti interessati, strutturando i dati di prodotto e calcolando l'impatto ambientale con una LCA, così da essere pronti quando arriveranno gli atti delegati.
Origine e composizione dei materiali, sostanze preoccupanti, durabilità e riparabilità, istruzioni di smontaggio, contenuto riciclato, riciclabilità e impronta ambientale, secondo il gruppo di prodotti.
Tramite un supporto dati sul prodotto, l'imballaggio o la documentazione (in genere un QR) collegato a un identificativo unico. Ogni utente vedrà le informazioni di sua competenza.
Le batterie, grazie al loro regolamento. Seguono i gruppi prioritari dell'ESPR come tessile ed elettronica, poi altri prodotti in modo progressivo.
La responsabilità principale ricade su chi immette il prodotto sul mercato (fabbricante o importatore), che deve garantire esistenza, esattezza e accessibilità del passaporto. Alimentarlo richiede però la collaborazione di tutta la filiera.
Seguendo il calendario dell'ESPR per il proprio settore, inventariando e normalizzando i dati di prodotto (materiali, impronta, riparabilità, riciclabilità) e rafforzando la raccolta dati dai fornitori, appoggiandosi all'LCA già disponibile.