CBAM: cos'è, come funziona e cosa devono fare le imprese importatrici

Dal 1° gennaio 2026 importare acciaio, alluminio o cemento nell'Unione europea non è più come prima. Il regime definitivo del CBAM è entrato in vigore: solo chi ha ottenuto lo status di dichiarante autorizzato può continuare a importare merci ad alta intensità di carbonio.

Il CBAM non è una semplice formalità doganale. È un meccanismo che mette un prezzo sul carbonio incorporato nei prodotti importati, per allinearli alle regole che le imprese europee già rispettano con il sistema ETS.

Questa guida spiega cos'è il CBAM, quali settori riguarda, come funziona, il calendario aggiornato e cosa devono fare concretamente le imprese italiane che importano.

Information importante

In breve

  • Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism, in italiano meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) mette un prezzo sul carbonio incorporato in alcune merci importate nell'UE.
  • Riguarda sei settori: ferro e acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, elettricità e idrogeno.
  • Il periodo transitorio (solo obblighi di reporting) si è concluso il 31 dicembre 2025; il regime definitivo è iniziato il 1° gennaio 2026.
  • In Italia l'autorità competente è l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM); importare oltre 50 tonnellate l'anno richiede lo status di dichiarante CBAM autorizzato.
  • Prepararsi significa soprattutto raccogliere i dati sulle emissioni incorporate delle merci importate, presso i propri fornitori.

Cos'è il CBAM?

Il CBAM è il meccanismo europeo, istituito dal Regolamento (UE) 2023/956, che applica alle merci importate un costo legato alle loro emissioni di gas serra incorporate.

L'obiettivo è evitare il cosiddetto "carbon leakage", cioè la delocalizzazione della produzione verso Paesi con regole climatiche meno severe. Le imprese che producono nell'UE pagano un prezzo del carbonio tramite il sistema ETS; il CBAM estende un costo equivalente alle importazioni, per non penalizzare la produzione europea.

In pratica, il CBAM è lo "specchio alla frontiera" dell'ETS: chi importa merci ad alta intensità di carbonio paga, sul carbonio incorporato, un prezzo allineato a quello europeo.

Settori e merci interessati dal CBAM

Quali merci e settori sono interessati

Il CBAM si applica, nella sua fase iniziale, alle merci di sei settori ad alta intensità di emissioni.

Settore Esempi di merci Perché è incluso
Ferro e acciaio Prodotti siderurgici, tubi, lamiere Produzione molto energivora
Alluminio Profilati, lamine, semilavorati Forte intensità di CO2
Cemento Clinker, cemento Emissioni di processo elevate
Fertilizzanti Azotati, urea Emissioni legate alla produzione
Elettricità Energia elettrica importata Mix energetico del Paese d'origine
Idrogeno Idrogeno Settore strategico ad alta intensità

Per le imprese italiane, i settori più esposti sono in particolare l'acciaio e l'alluminio, dato il peso delle importazioni di semilavorati metallici.

Come funziona il CBAM

Il funzionamento si basa sulle emissioni incorporate, cioè la CO2 emessa per produrre la merce importata.

Nel regime definitivo, il dichiarante autorizzato deve dichiarare ogni anno le emissioni incorporate delle merci importate e acquistare un numero corrispondente di certificati CBAM. Il prezzo dei certificati è legato a quello delle quote del sistema ETS UE.

Se nel Paese d'origine è già stato pagato un prezzo del carbonio, l'importatore può dedurlo, per evitare una doppia imposizione. La correttezza dei dati sulle emissioni è verificata da organismi accreditati.

Calendario CBAM dal periodo transitorio al regime definitivo

Il calendario: dal periodo transitorio al regime definitivo

Il calendario è stato aggiornato dal pacchetto di semplificazione europeo (Omnibus). Le date principali sono le seguenti.

Fase Quando Cosa comporta
Periodo transitorio 1 ottobre 2023 – 31 dicembre 2025 Solo obblighi di reporting trimestrale, nessun pagamento
Regime definitivo dal 1 gennaio 2026 Solo i dichiaranti autorizzati possono importare merci CBAM
Soglia de minimis dal 2026 Esenzione sotto le 50 tonnellate l'anno di merci CBAM importate
Acquisto dei certificati dal 1 febbraio 2027 Avvio della vendita dei certificati CBAM
Dichiarazione CBAM entro il 30 settembre Prima dichiarazione definitiva nel 2027 per le importazioni 2026

Information importante

Attenzione alla soglia: l'esenzione sotto le 50 tonnellate l'anno, introdotta dall'Omnibus, esclude gran parte dei piccoli importatori. Resta però l'obbligo di verificare la propria posizione: la soglia si calcola sul totale annuo delle merci CBAM.

Il dichiarante CBAM autorizzato in Italia

In Italia l'autorità nazionale competente per il CBAM è l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che gestisce il registro dei dichiaranti e i controlli alla frontiera; il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) è coinvolto per la natura ambientale della misura.

Dal 1° gennaio 2026, chi importa merci CBAM oltre la soglia delle 50 tonnellate l'anno deve aver ottenuto lo status di dichiarante CBAM autorizzato prima dell'operazione doganale. La richiesta si presenta tramite il registro CBAM, accessibile dal 31 dicembre 2024.

Le scadenze operative da tenere a mente: presentare l'istanza entro il 31 marzo 2026 per poter continuare a importare in attesa dell'autorizzazione, e ottenere l'autorizzazione entro il 30 settembre 2026.

Come prepararsi concretamente

La parte più impegnativa del CBAM non è amministrativa, ma riguarda i dati.

Il primo passo è mappare le merci importate per capire quali rientrano nel campo di applicazione e se si supera la soglia. Il secondo, più complesso, è ottenere dai fornitori esteri i dati sulle emissioni incorporate di ciascuna merce: è qui che molte imprese trovano difficoltà.

Strutturare per tempo la raccolta e il calcolo di questi dati è decisivo. Una piattaforma come Orki aiuta a organizzare i dati di emissione lungo la catena di fornitura, gli stessi che servono anche per il bilancio del carbonio e per la rendicontazione di sostenibilità.

Come si calcolano le emissioni incorporate

Il cuore del CBAM sono le emissioni incorporate: la CO2 emessa per produrre la merce importata. Nel regime definitivo, il dichiarante autorizzato deve dichiarare ogni anno queste emissioni e acquistare un numero equivalente di certificati CBAM, il cui prezzo è legato a quello dei permessi del sistema ETS.

Per calcolarle si usano i dati reali del produttore quando disponibili. Quando non lo sono, si applicano i valori predefiniti pubblicati dalla Commissione europea, in genere più prudenti (e quindi più costosi). Questo crea un forte incentivo a ottenere dati reali e verificati dai fornitori: chi misura e riduce la propria impronta diventa un partner commerciale più conveniente.

Esempio: un importatore di acciaio

Si pensi a un'impresa italiana che importa 500 tonnellate l'anno di profilati di acciaio da un Paese senza prezzo del carbonio. Superando la soglia di 50 tonnellate, deve essere dichiarante autorizzato. Ogni tonnellata di acciaio porta con sé emissioni incorporate che dipendono dal processo di produzione; il dichiarante deve ottenerle dal fornitore o, in mancanza, applicare i valori predefiniti.

Con quelle emissioni l'impresa calcola i certificati da acquistare. Se il fornitore fornisce dati reali più bassi del valore predefinito, il costo scende. L'esempio mostra perché il CBAM trasforma l'impronta dei materiali in una variabile di acquisto e di costo.

CBAM ed ETS: due strumenti complementari

Il CBAM non sostituisce l'ETS, lo completa. L'ETS mette un prezzo al carbonio della produzione interna alla UE; il CBAM estende un costo equivalente alle importazioni. Man mano che verranno ridotte le quote gratuite assegnate all'industria europea, il CBAM acquisterà peso, garantendo che produzione europea e importata competano alle stesse condizioni climatiche.

Sanzioni e rischi dell'inadempimento

L'inadempimento degli obblighi CBAM comporta sanzioni e, soprattutto, l'impossibilità di importare le merci interessate sopra soglia senza lo status di dichiarante autorizzato. Oltre alla multa, il rischio principale è operativo: restare senza poter importare input essenziali (acciaio, alluminio) per non aver gestito in tempo l'autorizzazione o i dati dei fornitori.

Errori frequenti

Alcuni errori ricorrono tra le imprese importatrici. Avviare tardi la richiesta di dichiarante autorizzato. Non chiedere per tempo i dati di emissione ai fornitori e doversi affidare a valori predefiniti più alti. Confondere il periodo transitorio (solo rendicontazione) con il regime definitivo (con acquisto di certificati). E trattare il CBAM come un tema puramente doganale, mentre richiede dati ambientali affidabili di tutta la catena di fornitura.

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Per misurare le proprie emissioni, vedi la nostra guida all'impronta di carbonio aziendale.

Fonti

Domande frequenti

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Che cos'è il CBAM?
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Il CBAM è il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell'Unione europea, istituito dal Regolamento (UE) 2023/956. Applica alle merci importate un costo legato alle loro emissioni di carbonio incorporate.
Chi deve pagare il CBAM?
Moins
Gli importatori nell'UE di merci rientranti nei settori CBAM, sopra la soglia delle 50 tonnellate l'anno. Nel regime definitivo devono essere dichiaranti autorizzati e acquistare i certificati CBAM.
Quando è entrato in vigore il regime definitivo?
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Il regime definitivo è iniziato il 1° gennaio 2026. Il periodo transitorio, con soli obblighi di reporting, si è concluso il 31 dicembre 2025.
Quali prodotti rientrano nel CBAM?
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Ferro e acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, elettricità e idrogeno, nella fase iniziale di applicazione.
Come si ottiene lo status di dichiarante CBAM autorizzato?
Plus
La richiesta si presenta tramite il registro CBAM. In Italia l'autorità competente è l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È consigliabile presentare l'istanza entro il 31 marzo 2026.
Qual è la soglia di esenzione?
Plus
Gli importatori sono esentati se il totale annuo di merci CBAM importate non supera le 50 tonnellate. La soglia è stata introdotta dal pacchetto Omnibus.
Quando si acquistano i certificati CBAM?
Plus
La vendita dei certificati CBAM ai dichiaranti autorizzati è prevista a partire dal 1° febbraio 2027.
Qual è la differenza tra CBAM ed ETS?
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L'ETS mette un prezzo sul carbonio per gli impianti che producono nell'UE; il CBAM estende un costo equivalente alle merci importate, per evitare il carbon leakage. Sono due strumenti complementari.
Che cosa sono le emissioni incorporate?
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Sono le emissioni di gas serra generate per produrre la merce importata. Sono il dato centrale della dichiarazione CBAM e vanno ottenute dai fornitori.
Cosa ha cambiato l'Omnibus per il CBAM?
Plus
Il pacchetto Omnibus ha introdotto l'esenzione sotto le 50 tonnellate l'anno e ha rimodulato alcune scadenze, tra cui l'avvio della vendita dei certificati e il termine per la dichiarazione.
Quando si presenta la dichiarazione CBAM?
Plus
La dichiarazione CBAM annuale si presenta entro il 30 settembre. La prima dichiarazione del regime definitivo riguarderà le importazioni del 2026 e sarà presentata nel 2027.
Cosa succede se non ci si adegua?
Plus
Senza lo status di dichiarante autorizzato non sarà possibile importare merci CBAM oltre la soglia, oltre alle sanzioni previste per le violazioni degli obblighi.
Come si calcolano le emissioni incorporate del CBAM?
Plus
Con i dati reali del produttore quando disponibili; in mancanza, con i valori predefiniti della Commissione europea, più prudenti. Sono il dato centrale della dichiarazione CBAM.
Quali settori italiani sono più colpiti dal CBAM?
Plus
Soprattutto chi importa acciaio e alluminio (edilizia, automotive, metalmeccanica, beni strumentali), seguiti da cemento e fertilizzanti. L'origine e l'impronta degli input diventano un criterio di costo.
Che differenza c'è tra CBAM ed ETS?
Plus
L'ETS mette un prezzo al carbonio della produzione nella UE; il CBAM estende un costo equivalente alle importazioni, per evitare la rilocalizzazione delle emissioni. Sono complementari.